(CNFLS) Dettagli organizzativi Mobilitazione Nazionale Lavoratori FLS – 27 marzo 2017 FIRENZE

25.3.17

MOBILITAZIONE NAZIONALE dei Lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane

27 marzo 2017 FIRENZE

DETTAGLI ORGANIZZATIVI MANIFESTAZIONE:

Corteo per le vie del centro con musiche, canti e danze prevedendo soste con esecuzione di brani musicali, corali e danze. Il percorso prevederà la sosta davanti alle sedi dei Soci Fondatori territoriali, Comune (Piazza San Firenze) e Regione (Piazza Duomo) e davanti alla Prefettura (Via Martelli).

PERCORSO:

CONCENTRAMENTO: Piazza San Firenze ore 10.30 – partenza intorno alle ore 11.00;

PERCORSO: Via dei Leoni, Lungarno degli Acciaiuoli, Via Por Santa Maria, Via Calimala, Piazza della Repubblica, Via Tosinghi, Via Calzaiuoli (ultimo tratto) Piazza Duomo (giro completo) Via Martelli.

All’arrivo, previsto intorno alle ore 13.00, una delegazione salirà a consegnare un documento al Prefetto.

PER INFORMAZIONI:

Pagina FaceBook Comitato Nazionale dei lavoratori delle Fondazio Lirico Sinfoniche (CNFLS):

https://www.facebook.com/comitatofondazioniliriche/

Pagina FaceBook dell’evento:

https://www.facebook.com/events/1694484747511127/

Pagina FaceBook Evento della Cgil del Maggio:

https://www.facebook.com/events/2075362456046142/

«Assemblea? Fuori». Carabinieri in azienda. Il titolare della Lae di Oderzo non ammette i sindacalisti: «Gli avrei pagato un locale esterno»

23.3.17

Risultati immagini per capitalista schiaccia gli operai

Logo-Corriere-del-Veneto-

ODERZO – Il proprietario della fabbrica non fa entrare i sindacalisti, arrivati in azienda per svolgere un’assemblea informativa sul nuovo contratto nazionale dei metalmeccanici, e questi chiamano i carabinieri. Senza esito perché Giuseppe Vizzotto, storico presidente della Lae Electronic di Oderzo, ieri mattina non ha cambiato opinione nemmeno dopo il laborioso tentativo di mediazione dei militari: il primo incontro sindacale dopo 34 anni (e 44 dalla fondazione) nell’azienda non si è potuto svolgere. Per la Fim Cisl di Belluno-Treviso si tratta di un comportamento antisindacale più che evidente, dato che la comunicazione alla società era stata trasmessa a mezzo fax, telefono e anche posta elettronica certificata. «Insisteremo nei prossimi giorni – assicura il segretario Fim Alessio Lovisotto – affinché la direzione metta a disposizione un luogo all’interno per svolgere l’assemblea retribuita, nel rispetto delle normative e del contratto». Ma l’insistenza, se Vizzotto conserverà le posizioni di ieri, avrà scarse possibilità di successo. «Nessun comportamento antisindacale – spiega l’imprenditore – ma solo la mancanza di spazi idonei dentro la fabbrica per poter svolgere una riunione con 60 persone, ammesso che partecipino tutti, in condizioni di sicurezza. Se me ne avessero lasciato il tempo, avrei provveduto a trovare un locale esterno, pagando l’affitto di tasca mia». Il presidente di Lae sostiene però di non capire il motivo di un incontro informativo sul contratto. «Il Ccnl lo applichiamo regolarmente da sempre e poi qui dentro nessuno si è mai iscritto al sindacato. Almeno, nessuno che si faccia detrarre la quota in busta paga. Credo proprio – conclude – che l’intenzione del sindacato, più che informare, sia quella di mettere un piede dentro l’azienda». (Gianni Favero)

Link alla fonte

CORRIERE DEL VENETO

 

RASSEGNA STAMPA IN CONTINUO AGGIORNAMENTO

TUTTI GLI ARTICOLI PRESENTI NELLA RASSEGNA STAMPA VENGONO PERIODIAMENTE SPOSTATI NELLA PAGINA ARCHIVIO ARTICOLI, DOVE POTRETE RITROVARLI SUDDIVISI PER TEMATICA. BUONA LETTURA!

icona x COMUNICATI STAMPA E APPELLI

17.3.21 https://lavoratorielavoratriciinlottaaverona.files.wordpress.com/2015/09/icona_pdf.png?w=32&h=32FONDAZIONE ARENA Comunicato unitario sciopero FLS 27 marzo

17.3.20 icona_pdfFONDAZIONE ARENA DOCUMENTO DELLE SEGRETERIE SINDACALI LOCALI E DI ALCUNI PARLAMENTARI CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE

17.2.13 https://lavoratorielavoratriciinlottaaverona.files.wordpress.com/2015/09/icona_pdf.png?w=32&h=32  FONDAZIONE ARENA BREVE STORIA DEL CORPO DI BALLO DELLA FONDAZIONE ARENA – Per non dimenticarci, per non dimenticarli!

17.2.13 https://lavoratorielavoratriciinlottaaverona.files.wordpress.com/2015/09/icona_pdf.png?w=32&h=32 FONDAZIONE ARENA   COMUNICATO STAMPA FIALS – SOS Fondazione Arena, licenziato il corpo di ballo

17.2.6 https://lavoratorielavoratriciinlottaaverona.files.wordpress.com/2015/09/icona_pdf.png?w=32&h=32 COMUNICATO STAMPA FIALS NAZIONALE – Licenziamento del corpo di ballo di Fondazione Arena

Risultati immagini per change.org logo PETIZIONEChiudere i centri commerciali le domeniche e i giorni festivi

icone per ARTICOLI

23.3.17 arena Coca Cola, sfuma l’accordo tra le parti sugli esuberi in atto. Al tavolo convocato dal sindaco. Proseguirà perciò ad oltranza lo sciopero indetto d…

23.3.17 Logo-Corriere-del-Veneto- «Assemblea? Fuori». Carabinieri in azienda. Il titolare della Lae di Oderzo non ammette i sindacalisti: «Gli avrei pagato un locale esterno»

logo Italia x rassegna stampa

17.3.20 CONTROPIANO Avviso a tutti i lavoratori Alitalia. La solita minestra immangiabile 2

17.2.25 ccw_logo [Lazio] Autisti Cotral in sciopero, protesta sotto la regione

27.1.16 INFOAUT Rapporto Eurispes, famiglie sempre più povere e i giovani tornano dai genitori

Testatailfattoquotidiano arena Logo-Corriere-del-Veneto- logo LLL sos-fondazione-arenaRADIO POPOLARE VERONA CONTROPIANO


Coca Cola, sfuma l’accordo tra le parti sugli esuberi in atto. Al tavolo convocato dal sindaco. Proseguirà perciò ad oltranza lo sciopero indetto d…

23.3.17

Risultati immagini per boicotta coca cola

RASSEGNE STAMPA, DOCUMENTI E MATERIALI CORRELATI

NOGARA – Si è concluso con un nulla di fatto il tavolo di lavoro convocato dal sindaco di Nogara Flavio Pasini per cercare di trovare una soluzione agli esuberi di 14 lavoratori nel magazzino dello stabilimento di Coca Cola. Lunedì pomeriggio, in municipio, davanti al primo cittadino si sono incontrati i responsabili dei sindacati Adl Cobas, Uila e Fildi, i vertici delle cooperative Vega Servizi, Consorzio Soluzioni Globali e Kuenhnenagel. «Dopo circa due ore di acceso confronto», scrive il sindaco in un comunicato, «il tavolo non ha raggiunto un accordo dato il mantenimento delle posizioni delle parti in causa. Adl Cobas chiede l’eliminazione della lista dei 14 operai individuati come esubero. La controparte mantiene invece la libertà di esercitare l’autonomia imprenditoriale nell’individuazione del personale in esubero. Aprendo comunque la possibilità di reintegro delle 29 persone che volontariamente non hanno ripreso il lavoro dopo la scadenza contrattuale». Una distanza non colmabile, almeno per il momento, malgrado Pasini abbia cercato di convincere tutti i presenti a fare un passo indietro per il bene dei lavoratori e della Coca Cola, la maggior azienda del paese. «I sindacati Uila e Fildi», il sindaco, «hanno sottolineato l’importanza che anche Adl Cobas sottoscriva l’accordo, già da loro siglato, al fine di intraprendere una trattativa unitaria con l’azienda. Il Comune si è comunque reso disponibile a partecipare ad un ulteriore tavolo qualora si ravvisassero sviluppi sulla vicenda». Intanto, prosegue davanti ai cancelli dell’azienda il picchetto pacifico dei lavoratori in sciopero, fortemente delusi per l’esito dell’incontro. (RI.MI.)

Link alla fonte

L’ARENA DI VERONA

Ai lavoratori/trici di Fondazione Arena e alle Segreterie Nazionali di categoria

20.3.17 – FONDAZIONE ARENA

DOCUMENTO

DOCUMENTO

RASSEGNE STAMPA, DOCUMENTI E MATERIALI CORRELATI

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato unitario delle segreterie di Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Fials Cisal  rivolto ai lavoratori/trici di Fondazione Arena e alle Segreterie Nazionali di categoria.

Si è svolto nella giornata di lunedì un importante incontro con un gruppo di parlamentari che hanno aderito alla richiesta a loro pervenuta dalle Segreterie sindacali e dalle RSU della Fondazione Arena di Verona. Erano presenti all’incontro gli/le Onorevoli Rotta, D’Arienzo, Zardini, Fantinati, Businarolo e i Senatori Tosato e Bertacco. Identica iniziativa si sta svolgendo in ogni città sede di Fondazione Lirica tra le rispettive Organizzazioni sindacali e i propri parlamentari. Continua a leggere

COOPERATIVE/VERONA – 762 lavoratori irregolari e oltre 8 milioni di euro sottratti al fisco

15.3.17

Risultati immagini per PRECARIATO COOPERATIVE

verona-news

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Verona hanno individuato un sodalizio che utilizzava fraudolentemente società cooperative al fine conseguire illecitamente ingenti risparmi d’imposta.

L’attività ispettiva ha interessato due società del settore logistico (facchinaggio) operanti nella provincia scaligera che, tra il 2013 e il 2016, hanno sottratto alle casse dello Stato oltre 8 milioni di euro tra imposte sui redditi, IVA, IRAP e contributi previdenziali. Continua a leggere

17.3.17 RASSEGNA STAMPA – La lotta dei lavoratori della Coca Cola

RASSEGNA STAMPA

COCA COLA, IN CONSIGLIO IL CASO DEL CONSORZIO

In partenza le lettere di licenziamento per 29 lavoratori che scioperano dal 13 marzo. Con i 14 esuberi, salgono quindi a 43 gli addetti che potrebbero presto non avere più uno stipendio. Il sindaco: cercare un accordo tra le parti

NOGARA – I 29 lavoratori del magazzino Coca Cola di Nogara, tutti aderenti al sindacato ADL Cobas, che da lunedì 13 marzo non si presentano al lavoro in segno di solidarietà con i loro 14 colleghi dichiarati in esubero, riceveranno nei prossimi giorni la comunicazione ufficiale del licenziamento. La decisione è stata presa dal Consorzio Vega Servizi, nuovo appaltatore della logistica all’interno dello stabilimento della multinazionale, poichè, da giorni, nessuno dei 29 iscritti al sindacato Cobas, ha risposto alle richieste di firmare il contratto ed iniziare il lavoro. In totale, quindi, saranno 43 gli operai, quasi tutti stranieri, a rischiare di rimanere senza lavoro. «Sappiamo che arriveranno le lettere di licenziamento», dice Roberto Malesani, leader e legale di ADL Cobas, «avremo perciò 43 famiglie del Nogarese che resteranno senza stipendio e si creerà un grave problema sociale del quale il Comune dovrà prima o poi farsi carico. Noi comunque siamo intenzionati a difenderci davanti ad un giudice, perché impugneremo ogni atto di licenziamento dei nostri associati. Lo sciopero quindi andrà avanti ad oltranza, senza nessun ripensamento fino a quando si troverà una soluzione accettabile ad un problema che noi non abbiamo voluto». Da ieri mattina, poiché non erano presenti i poliziotti in tenuta anti sommossa, i manifestanti hanno nuovamente bloccato tutti gli accessi a Coca Cola e a Sti, mandando ancora una volta in crisi tutta la logistica locale. I camion non sono quindi potuti entrare per l’intera giornata e i manifestanti hanno chiamato a loro sostegno anche altri colleghi da tutto il Veneto. Come nei giorni scorsi, al presidio del cancello che fa accedere al magazzino della logistica, si sono presentate anche mogli, sorelle e figli degli scioperanti. «Siamo circa un centinaio», prosegue Malesani, «nei prossimi giorni saremo anche di più e credo che in questa fase sia necessario anche un intervento della politica. Il sindaco Flavio Pasini ci ha contattati: da lui ci un sostegno alla nostra causa». Il primo cittadino segue da giorni la delicata vicenda e si è fatto anche promotore dell’incontro in prefettura con tutte le parti in causa, senza tuttavia trovare una soluzione. «L’amministrazione comunale si sta facendo carico di questo problema», spiega Pasini, «siamo in contatto con Coca Cola e con i sindacati. A noi interessa che si trovi un accordo che possa soddisfare tutte le parti. Ci spiace che si sia arrivati a un muro contro muro tra sindacati e con le cooperative». Lo spettro della perdita del lavoro preoccupa tantissimo i manifestanti e l’arrivo dei licenziamenti potrebbe far tramutare la protesta pacifica in rabbia. «Non abbiamo nulla da perdere», spiega uno scioperante di origine marocchina, «oramai sappiamo che il lavoro è perso e quindi non intendiamo muoverci da questo posto di blocco. Ci devono portare via con la forza e le nostre mogli e i nostri bambini saranno al nostro fianco». Ieri sera intanto la protesta dei Cobas è arrivata anche in Consiglio comunale. Alcuni rappresentanti del sindacato hanno voluto portare il loro problema anche davanti ai consiglieri chiedendo un intervento urgente della politica per scongiurare la perdita di 43 posti di lavoro. (Riccardo Mirandola)

Link alla fonte originale

L’ARENA DI VERONA

Logo-Corriere-del-Veneto-

COCA COLA, IL CONSORZIO VA VERSO IL LICENZIAMENTO DEGLI OPERAI IN SCIOPERO

NOGARA – Sciopero al magazzino della Coca Cola di Nogara: dopo le proteste e la tensione dei giorni scorsi, il Consorzio Vega, subentrato a febbraio nell’appalto gestito da Smart coop per la logistica, ha varato la «linea dura». «Abbiamo avviato le procedure di licenziamento nei confronti dei dipendenti che in questi giorni non si sono presentati al lavoro, mettendo a repentaglio la produttività del cantiere» spiega il legale del Consorzio, Roberto Cestaro. Si tratta di quei dipendenti che hanno aderito alla protesta del sindacato di base Adl Cobas e hanno deciso di picchettare i cancelli in solidarietà con i 14 colleghi che dovranno essere ricollocati altrove. «Si tratta di una vera e propria lista di proscrizione» ha denunciato Adl Cobas. Tesi respinta dal Consorzio che ha più volte ribadito di aver affidato la selezione del personale a un’azienda terza. Intanto per i 14 rischia di saltare anche il ricollocamento. Ieri nessuno si è presentato all’appuntamento a Thiene con l’agenzia di collocamento. E ora hanno tempo fino a domani per presentarsi a un nuovo appuntamento. Nel frattempo però, a seguito della protesta, è stata sospesa l’erogazione dello stipendio garantito dall’accordo sindacale.

Link alla fonte

CORRIERE DEL VENETO

 

16.3.17 RASSEGNA STAMPA – Nogara: la lotta dei lavoratori della Coca Cola

RASSEGNA STAMPA

COCA COLA, I LAVORATORI IN SCIOPERO ALLENTANO IL BLOCCO ED ENTRANO I TIR

Prosegue il picchetto di Adl Cobas davanti allo stabilimento. Il sindacato Uila: «Gli operai hanno diritto di manifestare ma vanno garantiti l’accesso e l’incolumità dei colleghi»

NOGARA – Il blocco dei camion davanti ai cancelli del magazzino della Coca Cola a Nogara è stato rimosso. Ieri mattina, una ventina di poliziotti in tenuta antisommossa si sono presentati al presidio dei manifestanti aderenti al sindacato Adl Cobas invitandoli a togliere il picchetto. Gli scioperanti, 43 lavoratori (14 esuberi e 29 che invece dal 13 marzo dovevano prendere regolarmente servizio ma che non si sono presentati), assieme alle loro famiglie, si sono quindi spostati ai lati del cancello lasciando entrare i tir che da un giorno erano in attesa di poter caricare i prodotti della multinazionale americana. In tarda mattinata sul piazzale antistante la fabbrica si sono riuniti tutti i lavoratori aderenti al sindacato Uila per una conferenza stampa assieme a Lucia Perina, segretario generale Uil di Verona, Giuseppe Bozzini, segretario generale Uila di Verona, e al referente locale Andrea Meneghelli. Uila, assieme a Fildi, ha siglato l’accordo con la nuova cooperativa Vega Servizi mentre Cobas ha respinto la trattativa scegliendo la linea dura dello sciopero. «Ognuno ha il diritto di manifestare», ha spiegato Bozzini, «ma nessuno ha il diritto di impedire ai lavoratori di accedere alla fabbrica o di uscirne. Noi abbiamo tutelato tutti gli operai, compresi quelli che in questi giorni hanno manifestato e ci hanno insultato pesantemente. La gente deve sapere che l’accordo non prevede alcun licenziamento e che i 14 esuberi saranno ricollocati in altri magazzini con pari stipendio e livello. Non capiamo quindi come mai a questi uomini e donne siano state dette cose che non corrispondono alla verità». Molti operai hanno poi espresso il timore di nuovi tafferugli e hanno chiesto ai referenti Uila di farsi carico della loro incolumità tramite la presenza delle forze dell’ordine all’inizio e alla fine di ogni turno di lavoro. Il corteo Uila è poi proseguito fino all’ingresso di Coca Cola e gli operai sono tornati al loro posto di lavoro. (RI.MI.)

Link alla fonte    

L’ARENA DI VERONA

Logo-Corriere-del-Veneto-

LE PROTESTE E L’ACCORDO PER LA COOP. COCA COLA DI NOGARA. PERINA (UIL): “LAVORATORI STRUMENTALIZZATI”

VERONA – Alta tensione allo stabilimento della Coca Cola di Nogara: «Bisogna impedire le strumentalizzazioni». Il segretario della Uil Verona, Lucia Perina, interviene il giorno dopo le botte e gli schiaffoni ai tornelli di uscita. «Quindici giorni di prognosi – racconta la leader sindacale – per una lavoratrice che è stata afferrata per i capelli e trascinata per terra. È una nostra iscritta, ma il punto non è questo. Il punto è che ciascuno di noi, anche coloro che hanno organizzato in questi giorni il blocco produttivo (Adl Cobas, ndr), deve evitare che si arrivi alla guerra tra lavoratori». La contesa, come noto, riguarda la cooperativa che ha in appalto i servizi logistici della Coca Cola. Un accordo firmato dalla Uil prevede siano impiegati 77 addetti, mentre per i 14 rimanenti in esubero «c’è un impegno sottoscritto – ricorda la Perina – per la loro ricollocazione in altri appalti della stessa cooperativa, entro un raggio di 40-50 chilometri e a parità di retribuzione. Questa è la realtà, tutto il resto è fuffa: l’accordo firmato è da valorizzare, non da ostacolare con tutti i mezzi. Non c’è una ragione seria per farlo. Noi – conclude – adesso siamo preoccupati. La Coca Cola è una multinazionale che può permettersi di scegliere un’altra cooperativa per i suoi servizi logistici. E se questo avvenisse, vista la situazione, a pagare sarebbero tutti i lavoratori adesso impegnati».

Link alla fonte    

CORRIERE DEL VENETO

 

15.3.17 RASSEGNA STAMPA – Coca Cola (Nogara)

15.3.17

RASSEGNA STAMPA

VERONASERA

NOGARA, SCIOPERO AD OLTRANZA ALLA COCA COLA. “BOICOTTIAMO I SUOI PRODOTTI”

La proposta è stata avanzata dai sindacati Cub, Orma e da Lavoratori e Lavoratrici in Lotta a Verona per dimostrare solidarietà ai dipendenti che protestano

Sale la tensione allo stabilimento Coca Cola di Nogara dove continuerà ad oltranza lo sciopero dei lavoratori del magazzino indetto dal sindacato Adl Cobas. Non si sposta dunque il presidio davanti ai cancelli della ditta e davanti al magazzino, al fine di bloccare produzione e trasporti della merce.

14 sono i dipendenti il cui posto è a rischio a Nogara, anche se per loro pare non sia previsto un licenziamento ma una ricollocazione in altri stabilimenti. E insieme a loro e alle loro famiglie partecipano alla protesta anche altri dipendenti, presenti nei picchetti davanti all’azienda.

A loro è stata comunicata la solidarietà dei sindacati Cub e Orma e di Lavoratori e Lavoratrici in Lotta a Verona che in una nota scrivono: “Non si tratta di una lotta che riguarda solo quei lavoratori e il coraggioso sindacato che li rappresenta. Pensiamo che sia una vicenda che interessa tutti noi, il modello di sviluppo che subiamo, la disgregazione alla quale tutti noi siamo sottoposti. Quello che proponiamo non è semplicemente un attestato di solidarietà a quelle persone e alle loro famiglie ma un appello a tutte quelle persone che cercano di contrastare un modello di globalizzazione che, mentre permette ai capitali finanziari di non subire alcun vincolo di movimento e nessun limite di sfruttamento, preclude libertà di spostamento agli individui, se non sotto il ricatto dello sfruttamento intensivo, del lavoro gratuito o delle nuove forme di caporalato. L’occasione è quella di contrapporsi attivamente a queste logiche, portando solidarietà a quei lavoratori e magari boicottando i prodotti della multinazionale”.

Link all’articolo originale

COCA COLA, TENSIONI E SCONTRI AL PICCHETTO. DUE OPERAI SI SONO PICCHIATI DURANTE LO SCIOPERO DI ADL COBAS. IL TAVOLO IN PREFETTURA SI E’ CHIUSO CON NULLA DI FATTO

.NOGARA – Lo sciopero al magazzino Coca Cola di Nogara andrà avanti ad oltranza. È infatti fallito ogni tentativo di conciliazione tra gli aderenti al sindacato Adl Cobas e il Consorzio Vega Servizi tenutosi l’altra sera in prefettura alla presenza del sindaco Flavio Pasini. «Non ci sono stati spiragli per sistemare le cose», riferisce l’avvocato Roberto Malesani, leader del sindacato Cobas «adesso a protestare ci sono le famiglie dei 14 lavoratori non assunti a Nogara e anche gli altri 29, i quali, pur avendo il lavoro garantito, hanno scelto di scioperare per solidarietà con i loro colleghi». Il mancato rientro sul posto di lavoro degli aderenti al sindacato di Malesani potrebbe mettere in pericolo l’accordo di assunzione siglato con le altre parti sindacali e portare quindi al licenziamento dei lavoratori. Ieri, poco prima di mezzogiorno, i Cobas hanno deciso la linea dura chiudendo ogni possibile ingresso allo stabilimento della Coca Cola, con l’intento di bloccare la produzione e anche il trasporto delle bibite. Stessa sorte è toccata anche al vicino magazzino della ditta Sti. I manifestanti hanno infatti sbarrato l’accesso a tutti i tir diretti a caricare i prodotti della multinazionale americana lasciando invece passare quelli che dovevano ricevere merce di altre aziende. In poco ore, nella zona industriale del paese si è scatenato il caos con lunghe code di camion fermi nelle vicinanze dopo aver trovato i cancelli rigorosamente chiusi. La situazione poi è degenerata quando sul posto è arrivato un delegato sindacale di Uila, la sigla che assieme a Fildi ha invece sottoscritto il contratto di lavoro con il nuovo appaltatore Vega Servizi. Gli scioperanti hanno bloccato l’ingresso in fabbrica del sindacalista, che si è dovuto allontanare dal picchetto. Pochi minuti dopo, due donne, una scioperante di Adl Cobas e un’operaia iscritta al sindacato Uila che aveva appena terminato il proprio turno di lavoro, sono venute alle mani. La colluttazione è avvenuta davanti a decine di persone che hanno poi separato le due contendenti finite a terra e svenute. Sul posto è giunta un’ambulanza dal Punto sanità di Nogara per medicare le due donne rimaste contuse. Il clima tesissimo è continuato poi per tutta la giornata nonostante gli inviti da parte delle forze dell’ordine ad allentare la protesta. Anche i vertici di Vega Servizi si sono precipitati a Nogara. (Riccardo Mirandola)

Link alla fonte – L’ARENA DI VERONA

Logo-Corriere-del-Veneto-

LA VERTENZA DI ADL COBAS. COCA COLA DI NOGARA TENSIONE E BOTTE DAVANTI LO STABILIMENTO

NOGARA – Tensione alla Coca Cola di Nogara dove, dopo le scintille degli ultimi giorni, ieri si è arrivati alle mani. È successo in un episodio, che ha visto contrapporsi due donne: un’operaia che stava concludendo il turno e una delle manifestanti che, da giorni, protestano contro l’esubero di 14 persone. Ieri l’Adl Cobas, sigla che sostiene la «linea dura», ha optato per il blocco sistematico di tutti i camion. La risposta della Uil – una delle due sigle che, di recente, ha sottoscritto un accordo con l’azienda – è arrivata attorno alle 13: un delegato ha convocato un’assemblea proprio nel piazzale dello stabilimento. È a questo punto che è scoppiato un tafferuglio tra due donne, un’iscritta alla Uil, che stava uscendo dal cancello e, per l’appunto, una donna impegnata nel blocco. Secondo la versione dell’Adl Cobas sarebbe stata la prima a tirare un ceffone alla manifestante, in seguito, quest’ultima l’avrebbe presa per i capelli e trascinata a terra. La dipendente è stata portata in ospedale a Legnago, per accertamenti. Da ambienti aziendali si apprende che l’episodio verrà segnalato alla magistratura. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che parlano di «piccolo tafferuglio senza particolari conseguenze» e che hanno acquisito i filmati delle telecamere delle ditta, che hanno ripreso lo scontro. Prevista per oggi una conferenza stampa con Lucia Perina, segretario Uil Verona. (d.o)

Link alla fonte

CORRIERE DEL VENETO – Mercoledì, 15 marzo 2017

 

COMUNICATO STAMPA – Nogara. Portarela dolidarietà ai lavoratori ricattati e licenziati da Coca Cola

15.3.17

Risultati immagini per boycott coca cola

COMUNICATO STAMPA

Ponete che una multinazionale, una di quelle ai massimi livelli, una di quelle che per garantirsi il massimo profitto ponga in atto il massimo sfruttamento dei lavoratori.

Immaginate che da molto tempo i lavoratori siano sottoposti ad ogni forma di ricatto, mediante un’azione sinergica che coinvolge la direzione aziendale e il sistema delle cooperative, e che se non si piegano ad essi vengano semplicemente licenziati.

Tutto questo non succede all’altro capo del mondo, ma a poche decine di chilometri dalla nostra città, e precisamente allo stabilimento della Coca Cola di Nogara.

L’ennesimo cambio d’appalto approda alla consegna della movimentazione merci dello stabilimento in via Molini di Sopra al Consorzio Vega Servizi. Il nuovo appaltatore non garantisce tutti i posti di lavoro e propone a 14 dipendenti un collocquio presso un’azienda a Thiene, in provincia di Vicenza. Una proposta assurda, che però il Consorzio spaccia come “mantenimento del posto di lavoro”. Altri 24 facchini, su un totale di 77, sono ancora in una posizione non completamente risolta. Il sindacato Adl Cobas ha lanciato lo sciopero ad oltranza, ed al presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica sono ora presenti anche le famiglie dei dipendenti.

Non è una situazione nuova per i lavoratori della Coca Cola. Infatti, in tutta la filiera del comparto della logistica, ogni volta che vi è un cambio d’appalto, le condizioni di lavoro, i diritti, e spesso anche il salario, subiscono ritocchi al ribasso. In alcuni casi, come in quello che stiamo raccontando, si verificano anche licenziamenti.

Non si tratta di una lotta che riguarda solo quei lavoratori e il coraggioso sindacato che li rappresenta, ed è per questo che anche noi desideriamo mandare un messaggio di solidarietà a quei lavoratori, precari e truffati.

Pensiamo, al contrario, che sia una vicenda che interessa tutti noi, il modello di sviluppo che subiamo, la disgregazione alla quale tutti noi siamo sottoposti.

Quello che vi proponiamo quindi non è semplicemente un attestato di solidarietà a quelle persone e alle loro famiglie, che da giorni stazionano in presidio davanti ai cancelli dell’azienda, ma un appello a tutte quelle persone che cercano di contrastare un modello di globalizzazione che, mentre permette ai capitali finanziari di non subire alcun vincolo di movimento e nessun limite di sfruttamento, preclude libertà di spostamento agli individui, se non sotto il ricatto dello sfruttamento intensivo, del lavoro gratuito o delle nuove forme di caporalato.

Avete l’occasione di contrapporvi attivamente a queste logiche, portando la vostra solidarietà a quei lavoratori, e magari boicottando i prodotti della multinazionale. Una battaglia di Davide contro Golia, ma solo apparentemente, solo perché non siamo consapevoli della nostra forza, se solo per un attimo svestissimo i panni del consumatore soggiogato  e vestissimo quelli del cittadino munito di senso critico. La solidarietà, non quella peregrina e caritatevole, ma quella dispensata per difendere, e talora riconquistare, diritti e dignità, deve rappresentare la nostra moneta di scambio. Esistono armi di distruzione di massa, armi di distrazione di massa, ma anche armi di ricostruzione di massa, e tra loro la solidarietà, agli occhi dei fautori di questo sistema perverso, rappresenta sicuramente la più pericolosa, perché una volta messa in moto, diventa difficile arrestarla!

 

Chiediamo quindi ai cittadini e alle cittadine, ai lavoratori e alle lavoratrici, di andare fuori dai cancelli della Coca Cola di Nogara, per dare un segnale, per non lasciare soli quei lavoratori che subiscono un paradigma sbagliato della nostra società, perché quelle situazioni lavorative in un futuro non troppo lontano potrebbero riguardare, se non vengono risolte, anche i nostri figli o i nostri nipoti.

 

ORMA     LOGO-CUB     logo LLL

 

 

 

IL SOVRINTENDENTE POLO NON E’ DEL TUTTO ALLINEATO ALL’INCONFESSABILE INCIUCIO…E IL PD NON GGRADISCE

10.3.17

5.9.15 Presidio in piazza brà

 

logo LLL

Qualche giorno fà si è svolta la prima conferenza stampa del nuovo sovrintendente della Fondazione Arena, Giuliano Polo, nominato dal ministro alla cultura Dario Franceschini in sostituzione dell’’ex Commissario Carlo Fuortes.

Le specificità toccate nelle sue dichiarazioni sono state davvero molte. Alcune affermazioni e notizie le riteniamo davvero positive, mentre altre nascondono silenzi che vanno riempiti.

Nelle sue parole, rispetto alle ragioni che hanno portato al disastroso buco di bilancio, ad esempio, non troviamo nessun cenno alla gestione fallimentare da parte della direzione della Fondazione, ed in particolare dell’ex sovrintendente Francesco Girondini, pupillo del presidente, nonché sindaco con delega alla cultura Flavio Tosi. Inutile ripetere, ancora una volta, quali siano le loro responsabilità, che i cittadini ormai conoscono, e che solo una certa stampa si ostina a sottovalutare, preferendo la barzelletta preconfezionata, proprio Continua a leggere

Esuberi al magazzino Coca Cola I lavoratori bloccano gli ingressi

Esuberi al magazzino Coca Cola I lavoratori bloccano gli ingressi

8.3.17

Il sindacato Adl Cobas ha indetto lo sciopero contro i licenziamenti decisi da una coop. L’azienda: «Siamo estranei, la protesta riguarda solo la cooperativa»

NOGARA – È stato di agitazione tra i 45 lavoratori del magazzino dello stabilimento Coca Cola di Nogara. Ieri mattina, gli operai, tutti aderenti al sindacato Adl Cobas, hanno deciso di scioperare per protestare contro il licenziamento di 12 loro colleghi aderenti alla stessa sigla sindacale. I manifestanti hanno quindi bloccato tutti i cancelli di ingresso alla fabbrica nogarese, impedendo di fatto ai camion di entrare con il chiaro intento di mettere in crisi il sistema produttivo dell’azienda. «Abbiamo proclamato lo sciopero ad oltranza», spiega Roberto Malesani, legale e leader del Continua a leggere

Lo stabilimento di Nogara. «Lavoratori penalizzati per la loro attività sindacale» Picchetti alla Coca Cola

8.3.17

Logo-Corriere-del-Veneto-

NOGARA – Camionisti imbufaliti, traffico rallentato sulla statale e operai che sventolavano bandiere del sindacato impedendo l’accesso allo stabilimento già dalle prime ore dopo l’alba. Sciopero dei lavoratori iscritti all’Adl Cobas, ieri, alla Coca Cola di Nogara per protestare contro quella che loro stessi definiscono una «lista di proscrizione» che escluderebbe 12 operai dal rinnovo del contratto. «Il meccanismo è il solito: c’è stato un cambio d’appalto tra cooperative e, al momento del rinnovo, ci si è sentiti dire che l’azienda riscontrava un non meglio precisato “esubero tecnico organizzativo” – spiega il legale del sindacato di base, Roberto Malesani -. Di fatto sono stati lasciati a casa 12 operai, tra i quali due delegati sindacali, senza motivo. Vogliono limitare la nostra presenza. Abbiamo chiesto di assumerli tutti e poi valutare in un secondo momento eventuali esuberi, ma ci siamo sentiti rispondere in maniera negativa». Ed è scattato il blocco ai cancelli, che ora rischia di proseguire a oltranza. Per tutta la giornata di ieri i camion hanno avuto molta difficoltà a varcare i cancelli dello stabilimento. E non sono mancati i momenti di tensione con gli autotrasportatori che se la sono presa con la quarantina di manifestanti. Una situazione costantemente monitorata dai carabinieri della stazione locale che hanno evitato che gli animi si surriscaldassero eccessivamente. Ma il clima, a Nogara, rimane comunque teso. E la protesta del sindacato di base sembra destinata a proseguire ancora a lungo: «Vogliamo il reintegro di tutti i dipendenti» hanno scandito più volte nel corso della giornata i manifestanti che, a tarda sera, erano ancora davanti ai cancelli rallentando tutta la logistica.

Da Coca Cola si specifica che il subentro tra le due cooperative è stato gestito da un consorzio (appaltato dal partner della multinazionale Kuene & Nagel) a cui è stato appaltato il servizio di logistica e si smentisce «in ogni modo» di aver indicato nomi da «epurare». (E.P.)

 

Link alla fonte

CORRIERE DEL VENETO

 

Arena, l’acuto del sovrintendente «Siamo vivi. No a progetti di spa»

4.3.17

Arena, l’acuto del sovrintendente“Siamo vivi. No a progetti di spa” |Vd

RASSEGNE STAMPA, DOCUMENTI E MATERIALI CORRELATI

Logo-Corriere-del-Veneto-

Polo: «La Bray? Tempo qualche settimana. E il consuntivo 2016 si chiude con margine positivo»

media-icon-play   Arena, il sovrintendente e i privati

 VERONA «Rassicuro tutti: siamo vivi, e, pur nelle difficoltà, stiamo lavorando per tornare sui binari della normalità». Fa sbuffare la stampa, per i suoi 15 minuti di ritardo, il nuovo sovrintendente della Fondazione Arena Giuliano Polo, nella sua prima conferenza stampa. Ma fin da subito fa capire che l’attesa è valsa la pena: non si sottrae ad alcuna domanda e non risparmia critiche a ciò che ruota attorno all’universo Arena. Continua a leggere